• chi sono
Da sempre appassionata allo studio e alla genesi dei comportamenti e della mente umana, il mio naturale percorso non poteva che essere nell’ambito della psicologia. Ho conseguito la laurea magistrale in Psicologia dello Sviluppo e dei Processi Educativi presso l’Università Bicocca di Milano. Ho svolto l'Esame abilitativo alla professione presso l'Università di Padova e successivamente mi sono iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Lombardia.

Nella mia carriera formativa ho svolto attività come educatrice e psicologa di sostegno scolastico con adolescenti portatori di varie patologie ed handicap.
Mi sono occupata di tematiche riguardanti la genitorialitá attraverso l’organizzazione di gruppi di interazione mamma-bambino e gruppi di accompagnamento alla nascita, presso il Consultorio Familiare Integrato-Asl di Milano.
Inoltre, ho collaborato con la U.O. di Neuropsichiatria Infantile di Rho, occupandomi di valutazione psicodiagnostica, di colloqui psicologici con coppie genitoriali e con bambini/adolescenti e di osservazioni di gioco.
Per un anno, nel 2014, ho condotto gruppi di Mindfulness con adolescenti presso un centro privato.
Ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento e allo svolgimento degli incontri di gruppo di Training Autogeno, di Rilassamento Neurofisiologico e altre tecniche di Rilassamento e meditazione.
Da due anni ho conseguito il Master in Mental Training e Psicologia dello Sport.

Svolgo attività nel mio studio privato a Milano in via Stendhal 54 come Psicologa clinica libero professionista, occupandomi di adulti, coppie, bambini e adolescenti.
Sono esperta in terapia e tecniche cognitivo comportamentali e terapia EMDR I e II livello, per elaborazione dei piccoli e grandi traumi con adolescenti e adulti.
Mi occupo di Mediazione familiare, anche in collaborazione con uno studio legale.

Sono Socio ordinario AIAMC (Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento) e membro dell'Associazione EMDR Italia.
Collaboro nel mio studio con la biologa nutrizionista dott.ssa Elena Massa che si occupa di formulare piani alimentari in base alle esigenze degli utenti.
Lavoro come Psicologa presso un Centro Psicosociale in Brianza occupandomi di disturbi dell'umore, disturbi d ansia e disturbi di personalità.
Collaboro con il Centro L’Etude de Bleuciel come psicologa per la conduzione di diversi gruppi di benessere, rilassamento e di tecniche di comunicazione assertiva.
Collaboro altresì nel Centro di psicomotricità internazionale-Campo Zoé di Marta Sebben come Consulente Psicologa, offrendo uno spazio di ascolto e aiuto a genitori in difficoltà nella gestione e nell’organizzazione dei figli.
Ho svolto attività di prevenzione, benessere e supporto presso una Parafarmacia sita in Milano.
Sono docente formatore dei Dottori Clown presso l’Associazione di Volontariato il Bruko di Milano, trattando argomenti come la gestione delle emozioni, la comunicazione efficace e le tecniche assertive. Mi occupo anche di sostegno psicologico dell’equipe.

Il mio modo di lavorare é basato sulle tecniche cognitivo-comportamentali e di terza generazione come la Mindfulness.
Negli ultimi anni ho approfondito la terapia metacognitiva interpersonale del Dott.DiMaggio e la Schema Therapy
  • perchè lo psicologo?
Nel corso della vita si possono sperimentare momenti di difficoltà che mettono alla prova la propria stabilità e il benessere.
Queste difficoltà possono riguardare:
- lo stress per una perdita;
- il sentirsi preoccupati per un cambiamento improvviso;
- il sentirsi soli o non sufficientemente compresi.

A volte possono essere presenti disagi più intensi come:
- ansia e attacchi di panico;
- depressione;
- problematiche relazionali.

Molte volte ci si rivolge allo psicologo semplicemente per stare meglio con noi stessi e con gli altri e per migliorare il benessere e l'autostima.
La sofferenza psicologica è una condizione comune a molte persone, non significa essere "pazzi", ma è un malessere non sempre definibile con esattezza, che ci fa sentire tristi, preoccupati, a disagio nelle relazioni con gli altri, in difficoltà nel ruolo genitoriale e disorientati. Quando però la sofferenza permane nel tempo, si cronicizza oppure non è facile elaborarla perchè è troppo intensa, allora rivolgersi ad un esperto può essere una soluzione efficace. L'aiuto consiste nel fornire nuovi strumenti per pensare in maniera differente possibili soluzioni insieme.

Ricorda che chiedere aiuto non è segno di debolezza ma è un atto di grande coraggio e amore verso di sé!
  • il mio lavoro

Di cosa mi occupo

Il mio lavoro consiste principalmente nel sostegno e counseling attraverso percorsi individuali e di gruppo.

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Perchè l'approccio c/c

Quali sono le ragioni che giustificano la scelta di un approccio di tipo cognitivo comportamentale (c/c).

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Gli incontri

Come si svolgono e su cosa si interviene.

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Il sostegno e il counseling individuale e di gruppo sono indirizzati a bambini, adolescenti, adulti e famiglie.
Il supporto psicologico riguarda problematiche come:

- difficoltà relazionali e interpersonali, nel rapporto con amici, colleghi, superiori. Spesso ci si sente incompresi e si fatica a mostrare il proprio punto di vista;
- difficoltà scolastiche e lavorative;
- difficoltà a gestire le emozioni: comprendere le proprie emozioni, ascoltarle, riconoscerle, esprimerle in maniera adeguata e assertiva;
- problemi relativi all'autostima: che opinione hai di te stesso/a?
- stati ansiosi, attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo;
- fobie: ne esistono diversi tipi, tra le più comuni: l'agorafobia, cioè la paura dei luoghi aperti; la claustrofobia, che al contrario della prima è la paura di stare nei luoghi chiusi; la fobia sociale che è la paura di essere giudicato negativamente dalle altre persone; poi ci sono altre fobie specifiche verso oggetti, animali… ;
- stati depressivi: ti capita di non aver voglia di alzarti al mattino, di "vedere tutto nero", di sentirti stanco e senza voglia di far niente;
- momenti critici della propria vita come gravidanza, malattie, lutto, trasferimento;
- presa di decisioni: cambiare lavoro, sposarsi, avere una gravidanza, cambiare aspetti importanti della propria vita.

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L'approccio CC è evidence based, cioè è fondato scientificamente e la sua validità è suffragata da moltissimi studi di efficacia.
Il termine cognitivo indica i processi di pensiero, che influenzano e sono a loro volta influenzati dalle emozioni e dall'ambiente esterno.
Il termine comportamentale indica che viene attribuita un'importanza centrale ai comportamenti delle persone come risultato di storie di apprendimenti; in questo senso, da un lato sono osservati i comportamenti che causano i problemi, dall'altro sono insegnati comportamenti più efficaci per affrontare le situazioni.
Quindi possiamo dire che questo modello richiede una stretta connessione tra comportamenti, pensieri, emozioni e risposte fisiologiche. Ciò implica che quando uno dei livelli diventa disadattivo, anche gli altri livelli ne risultano influenzati, in modo tale da rendere il disagio psicologico multifattoriale.
Il modello Cognitivo-Comportamentale si concentra sul "qui ed ora", contestualizzando i problemi nella cornice della storia personale di apprendimenti, favorisce un atteggiamento basato sull'ascolto empatico, in un clima di accettazione e sospensione del giudizio. Si tratta di un approccio particolarmente orientato all'obiettivo e focalizzato sul problema.

La terapia cognitivo comportamentale (TCC) viene utilizzata principalmente per la diagnosi e per la cura in tempi relativamente brevi di:

- ansia, fobie, attacchi di panico, ansia o preoccupazione generalizzate;
- ipocondria, ansia per la salute;
- stress, insonnia, cefalee, disturbi psicosomatici;
- ossessioni e compulsioni;
- depressione e disturbo bipolare;
- disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, binge eating) e dell'immagine corporea
(dismorfismo corporeo, dismorfismo muscolare)
- abuso e dipendenza da sostanze (alcool, droghe, etc.) o altre forme di dipendenze (dipendenza da gioco d'azzardo, dipendenza da internet…)
- disfunzioni sessuali;
- disturbi della personalità;
- difficoltà nella scuola o nel lavoro;
- difficoltà a stabilire e mantenere relazioni sociali;
- problemi di coppia;
- bassa stima di sé.

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Come si svolgono gli incontri?

Si interviene su
- comportamenti: imparando comportamenti alternativi a quelli che creano disagio come svolgere attività piacevoli, rilassarci, affrontare a piccoli passi situazioni disturbanti…;
- ambiente: riducendo i fattori di stress, imparando a dire di no e a circondarci di persone piacevoli, creando ambienti adeguati alle nostre esigenze…;
- pensieri: sviluppando pensieri equilibrati, immaginando la nostra condizione nel futuro, ragionando su vantaggi e svantaggi di una decisione, mettendoci nei panni dell'altro…

I primi 3-4 colloqui sono dedicati ad un'ampia valutazione basata all'approfondimento di tematiche relative all'ambiente familiare, alle relazioni significative, allo sviluppo psico-fisico, e alla ricostruzione del contesto in cui si è sviluppato il problema. In questa fase ci si può avvalere anche di strumenti come test per avere un quadro più approfondito.
Dopo aver raccolto le storie di vita, è possibile effettuare un'analisi delle risorse e di eventuali aree che possono essere migliorate, condividendo con la persona i risultati dei test e dei precedenti colloqui. A questo punto si valuta l'opportunità della presa in carico (sostegno, counseling, incontri di psicoeducazione, riabilitazione, prevenzione) e si progetta un percorso di intervento condiviso per la risoluzione del problema e del raggiungimento di obiettivi concreti. È possibile effettuare una stima dei tempi, vale a dire entro quanti incontri è ragionevole poterli raggiungere.
Nei colloqui di sostegno si mira alla risoluzione del problema specifico, si insegna al paziente ad automonitorarsi individuando i propri pensieri e comportamenti disfunzionali mettendo in luce gli antecedenti e le conseguenze situazionali specifiche. Vengono forniti nuovi strumenti come social skills per rafforzare l'autostima, la capacità di adattamento, la gestione dello stress, il problem solving e la promozione dell'assertività.

Cos'è il sostegno psicologico?
E' un intervento che si concentra su un problema specifico e ha lo scopo di definirlo chiaramente, affrontarlo e risolverlo.
Nel momento in cui si riconosce di avere un problema e di aver bisogno di un aiuto specialistico è utile porsi alcune domande:
- quanto sono motivato a mettermi in gioco per affrontare il cambiamento?
- quali sono gli obiettivi che voglio raggiungere?
Assieme allo psicologo si procede, tramite colloqui orientati all'individuazione precisa del problema, all'individuazione delle risorse presenti nella persona e all'elaborazione di strategie per risolverlo.
Costruendo e condividendo gli obiettivi che si vogliono raggiungere nel corso degli incontri, si inizia il percorso verso il loro raggiungimento.

Cos'è il Counseling psicologico?
La consulenza psicologica o counseling è un parere professionale che lo psicologo eroga ad una persona che si rivolge a lui per una difficoltà specifica, non per una patologia, derivante da un momento di crisi o di stress, o per una decisione importante. Non si tratta di un consiglio ma di un momento di riflessione e di approfondimento sugli aspetti psicologici relativi al problema sollevato. L'obiettivo di una consulenza psicologica è quello di aiutare la persona a trovare una risposta alla sua difficoltà in un tempo relativamente breve.

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  • gruppi
Tutti i gruppi si attengono ad una regola fondamentale: garantire la privacy.
Il gruppo rappresenta un luogo di accoglienza dove non ci sono cose giuste o sbagliate da dire ma è permessa la libera espressione di emozioni e di pensieri e l'assoluta sospensione del giudizio a favore della condivisione.
Rilassamento e meditazione Abilità sociali Sostegno Educativi Psico-educazione
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training autogeno

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento psicofisiologico, usata per il controllo dello stress, per la gestione delle emozioni e in altre patologie psicosomatiche, ansia, insonnia, emicrania, asma, ipertensione, attacchi di panico. Si basa sulla interdipendenza delle funzioni psichiche con gli aspetti bio-fisiologici.
La pratica del training autogeno permette di avere un maggior controllo muscolare e viscerale, di ridurre lo stress e la tensione emotiva, di combattere la stanchezza e recuperare le energie, di migliorare la concentrazione e aumentare la creatività. È importante sapere che, nel training autogeno, il rilassamento non è la cosa principale, ma è una conseguenza delle modifiche dell'equilibrio psicofisico.

mindfulness

La Mindfulness è una tecnica di meditazione di origine buddhista, è una modalità di prestare attenzione consapevolmente, al presente qui e ora, in modo intenzionale e non giudicante, al fine di risolvere o prevenire la sofferenza interiore e raggiungere un'accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.
Il gruppo permette di diventare padroni dei propri contenuti mentali e degli stili di pensiero entrando in un'ottica di osservazione, espressione e cambiamento dei contenuti negativi.

assertività e autostima

L'assertività è una modalità di comunicazione in cui si riesce a trasmettere all'altro esattamente ciò che desideriamo nel rispetto dei propri diritti e di quelli altrui.
Si tratta di un gruppo di apprendimento di abilità sociali o training assertivo in cui si imparano le strategie con le quali si può comunicare in modo diretto, onesto e completo i propri pensieri e il proprio punto di vista in modo socialmente accettabile. Questo potrà favorire una migliore gestione delle relazioni interpersonali e un aumento della stima di sé.

problem solving e gestione dei conflitti

A volte sembra difficile dover sbrogliare un problema che ci preme e qualsiasi modalità adottata sembra essere fallimentare.
Il corso permette di apprendere alcune fasi di problem solving, per primo identificando e definendo il conflitto, prendendosi del tempo per comprendere cosa sta accadendo. È fondamentale l'ascolto comprensivo, la partecipazione, negoziazione e la responsabilità condivisa.
Nella seconda si lasciano emergere le possibili soluzioni: qui può essere utile la tecnica del brainstorming. Successivamente, si valutano insieme le soluzioni emerse e si sceglie quella che sembra più conveniente ed accettabile. Negli ultimi step si può programmare e mettere in atto la decisione stabilendo ruoli, mansioni e tempi. Infine, sarà fondamentale rivedere e rivalutare la decisione in un secondo momento e poi, eventualmente, si deciderà una nuova soluzione.

accompagnamento genitorialità adottiva

Si tratta di gruppi di accompagnamento nella fase dell'attesa e anche sostegno della post-adozione, affrontando temi specifici e favorendo confronto, scambio di esperienze e aiuto reciproco. Lungo il percorso adottivo molti genitori sentono il bisogno di avere informazioni e risposte con l'intento di colmare alcuni vuoti, le coppie e le famiglie restano sempre protagoniste delle proprie scelte di vita.
I primi 3 incontri riguardano il percorso di preparazione alla genitorialità adottiva e si svolgono su queste tematiche: cos'è la genitorialità adottiva, chi è il bambino adottabile, l'incontro e l'avvio di una storia condivisa.

interazione Mamma-Bambino (entro 1 anno)

Il gruppo di interazione mamma-bambino nasce dall'idea di supportare le mamme dopo il parto, per promuovere la loro salute psicofisica e quella dei neonati. I temi trattati riguardano l'avvio e lo svolgimento della prima relazione, si potrà parlare dei propri dubbi e delle proprie paure, condividere sentimenti ed emozioni, parlare dei nuovi equilibri familiari e delle difficoltà. Si potrà imparare a osservare e riconoscere in maniera funzionale i bisogni e i comportamenti del neonato, condividendo i momenti emotivamente delicati.

genitorialitá, che mestiere!

La struttura della famiglia é cambiata negli ultimi anni creando confusione e mancanza di punti di riferimento.
Oggi molti genitori si trovano in difficoltá nella gestione e nell’educazione dei figli, creando senso di colpa e senso di inadeguatezza. Questo accade perché non vengono fornite informazioni utili e corrette per aiutare il genitore in questo difficile compito o, se vengono date, sono solo a livello teorico, senza suggerimenti pratici che attingono da esperienze concrete.
Gli incontri rappresentano uno spazio per raccontare i propri casi e per trovare, con l’aiuto del gruppo, un nuovo punto di vista sulla propria genitorialità, così da poter migliorare l’efficacia della relazione educativa con i propri figli. Si tratterranno vari temi per approfondire le problematiche che i genitori si trovano ad affrontare nelle diverse fasi di crescita del figlio.

lutto da separazione

L' evento di una perdita agisce come fattore di stress, determinando una condizione di instabilità, che richiede, da parte della persona, capacità adattive e di coping. La separazione è un trauma che deve essere elaborato ed è paragonato all'esperienza del lutto, può durare mesi o addirittura anni, far finta di nulla è la situazione che crea più danni in assoluto e che prolunga la sofferenza. Attraverso il gruppo è possibile imparare a volersi bene, accettare la rabbia, il dolore e il disorientamento. Imparare a non lasciarsi andare, condividere il dolore con altri che hanno avuto esperienze simili permetterà di favorire la consapevolezza emotiva. Inoltre verranno insegnate tecniche di autostima e rilassamento.

mediazione familiare

Si tratta di un percorso rivolto ai genitori che stanno affrontando una separazione o un divorzio. É un programma che prevede l’elaborazione e che tiene conto degli aspetti psicologici, relazionali, patrimoniali e organizzativi soddisfacente per sé e per i propri figli.
La mediazione familiare può anche essere d’aiuto a tutte le coppie che si separano e che cercano di ritrovare un dialogo per continuare a svolgere con responsabilità il proprio ruolo di genitore, attraverso l’aiuto di una terza persona che favorisca la comunicazione.
Spesso le coppie che si separano incontrano molte difficoltà nell’elaborare la fine dell’unione, mantenendo viva la collaborazione come genitori. Tali difficoltà possono essere superate all’interno di uno spazio accogliente in cui confrontarsi su tematiche che riguardano i figli, al di fuori di una logica che impone un vincitore e un perdente.

educazione all'amore

L'educazione ai sentimenti e alla consapevolezza di sé è un corso rivolto alle coppie, tratta l'analisi dei bisogni distinguendo l'amore sano da quello patologico, individua e analizza le aree problematiche conflittuali, insegnando a negoziare identificando i bisogni e i punti di vista dell'altro e individuando le possibili soluzioni.

Insegnare l'alfabeto delle emozioni è un processo simile a quello in cui si impara a leggere, poiché comporta la promozione della capacità di leggere e comprendere le proprie ed altrui emozioni e l'utilizzo di tali abilità per comprendere meglio se stessi e gli altri (Kindlon e Thompson, 2000, Intelligenza emotiva per un bambino che diventerà uomo).

educazione alle emozioni

L'educazione alle emozioni è un gruppo rivolto a bambini per promuovere l'empatia insegnando 3 abilità emozionali: riconoscere e discriminare le emozioni, essere consapevoli delle proprie emozioni, assumere il punto di vista degli altri.

s.o.s. attacchi di panico

Spesso chi soffre di attacchi di panico si sente solo e non compreso, è difficile spiegare agli altri come ci si sente e come il tentativo di evitarli distrugge la loro vita personale e lavorativa. In questo gruppo è possibile sentirsi accolti, avendo informazioni su che cos'è l'attacco di panico, sulla possibilità di controllarlo, verranno insegnate le leggi del panico, e saranno effettuate piccoli esposizioni ai sintomi e alle situazioni preoccupanti.
  • contatti
Nel pieno rispetto della privacy e delle norme legislative a tutela della riservatezza, puoi contattarmi ai seguenti recapiti o compilando il form sottostante (tutti i campi devono essere compilati).
Dott.ssa Francesca Massa
+39 320 3472177
studio@francescamassapsicologa.it
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